ITRE20120018A1 - Casco per la ventilazione non invasiva di pazienti - Google Patents

Casco per la ventilazione non invasiva di pazienti Download PDF

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ITRE20120018A1
ITRE20120018A1 IT000018A ITRE20120018A ITRE20120018A1 IT RE20120018 A1 ITRE20120018 A1 IT RE20120018A1 IT 000018 A IT000018 A IT 000018A IT RE20120018 A ITRE20120018 A IT RE20120018A IT RE20120018 A1 ITRE20120018 A1 IT RE20120018A1
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rigid ring
rigid
patient
annular
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Description

DESCRIZIONE
del Brevetto Italiano per Invenzione Industriale dal titolo:
“CASCO PER LA VENTILAZIONE NON INVASIVA DI PAZIENTIâ€
CAMPO TECNICO
La presente invenzione riguarda un casco per la ventilazione non invasiva di pazienti.
Più in particolare, l’invenzione riguarda un casco per la respirazione artificiale di pazienti senza l’ausilio di maschere o tubi tracheali.
TECNICA PREESISTENTE
Come à ̈ noto sono utilizzati per la ventilazione non invasiva di pazienti in genere, dei caschi che, in linea generale, sono realizzati da un corpo contenitore sostanzialmente cilindrico al quale sono connessi gli imbocchi di entrata ed uscita dell’aria e ossigeno e che à ̈ dotato di un collare costituito da una sottile membrana in materia plastica elasticamente cedevole che si accoppia al collo del paziente per esercitare la tenuta.
Tale collare viene realizzato da un film estremamente flessibile che aderisce alla pelle del paziente senza esercitare pressioni.
Tali caschi sono utilizzati in ossigenoterapia e nella ventilazione di pazienti con pressione continua positiva, la cosiddetta CPAP e NIV.
I caschi per la ventilazione non invasiva di tipo noto presentano, tuttavia, alcuni inconvenienti legati al fatto che per la rimozione degli stessi dal capo del paziente sono spesso necessarie complesse quanto fastidiose operazioni, che disturbano il paziente stesso, specie se il suo stato di salute presenta un elevato grado di criticità.
Tale inconveniente à ̈ accentuato dal fatto che il casco deve essere calzato sul capo del paziente e successivamente da esso rimosso, non solo all’inizio e alla fine della terapia, ma anche ogni qualvolta si renda necessario accedere al capo del paziente per operazioni di pulizia, interventi di routine o interventi straordinari, ad esempio, in caso di emergenza.
E’ intuibile che, specie in caso di intervento di emergenza, le operazioni di rimozione del casco devono essere quanto mai tempestive.
Inoltre, come noto, il capo del paziente durante l’utilizzo del casco può essere connesso a cavi, sondini o cateteri che dall’esterno del casco devono raggiungere il capo (la bocca o il naso) del paziente posto all’interno del corpo contenitore.
Per far ciò, normalmente sono previsti raccordi di connessione, anche detti passacavi, realizzati sul corpo contenitore o su un anello rigido di congiunzione tra il corpo contenitore e il collare flessibile.
Questi sondini, cavi o cateteri una volta connessi al paziente devono essere maneggiati con cura e devono trovarsi in una posizione stabile per non compromettere la salute del paziente stesso.
Per ovviare agli inconvenienti sopramenzionati e per agevolare le operazioni di applicazione dei cavi, sondini o cateteri al capo del paziente, à ̈ noto l’utilizzo di caschi per la ventilazione non invasiva di pazienti i cui corpi contenitori sono provvisti, nella zona anteriore degli stessi, di aperture d’accesso, le quali sono normalmente chiuse ermeticamente da elementi di chiusura, quali ad esempio cerniere zip o bocchettoni rigidi anche detti oblò.
In caso di necessità di intervento diretto al volto del paziente, il personale può aprire gli elementi di chiusura e avere libero accesso al viso del paziente mediante l’apertura d’accesso.
Tali caschi, tuttavia, nono sono scevri da inconvenienti, in quanto, sia la cerniera zip che il bocchettone/oblò non sempre sono efficaci, oltre al fatto che l’apertura della zip non sempre à ̈ di agevole e rapida esecuzione per il personale addetto.
Inoltre, per avere un comodo accesso al volto del paziente l’apertura d’accesso deve essere necessariamente sufficientemente ampia almeno da fare passare le mani dell’operatore addetto a svolgere le operazioni di intervento o, comunque, tale da permettere di scoperchiare la porzione del corpo contenitore superiore all’apertura in modo da liberare il capo del paziente.
La necessaria ampiezza dell’apertura d’accesso, unitamente al fatto che il corpo contenitore à ̈ realizzato sovente in un materiale sostanzialmente floscio, amplifica la complessità di azionamento in apertura degli elementi di chiusura stessi, limitando così il campo di impiego di tali caschi.
Il documento US 5,819,728 illustra un esempio di un casco del tipo descritto, il quale trova impiego essenzialmente in terapie a base di ossigeno impiegate in camera iperbarica.
Il casco descritto nel suddetto documento comprende un corpo contenitore in cui à ̈ alloggiabile il capo del paziente e alla cui estremità aperta à ̈ fissato un primo anello rigido.
Il casco comprende, poi, un secondo anello rigido dotato di un collare flessibile atto a stringere sul collo del paziente.
Il primo ed il secondo anello rigido sono tra loro accoppiabili a tenuta per mezzo di una guarnizione anulare, del tipo di un O-ring, la quale à ̈ interposta tra il fianco esterno di uno dei due anelli e il fianco interno dell’altro anello.
I fianchi laterali della guarnizione agiscono sia per fare tenuta contro le perdite di gas dal casco che per trattenere uniti i due anelli rigidi.
Tali caschi di tipo noto, che trovano esclusivo impiego per la ossigenoterapia iperbarica, in cui à ̈ presente una pressione positiva interna alla camera iperbarica, risultano inutilizzabili per la terapia di ventilazione non invasiva, CPAP, in quanto la pressione interna positiva a cui à ̈ sottoposto il casco, vincerebbe la forza di trattenimento degli anelli, esercitata radialmente della guarnizione, aprendo così il casco.
Anche qualora la pressione dei gas interni al casco non vincesse la forza di trattenimento che la guarnizione esercita sugli anelli rigidi, la guarnizione radiale non garantirebbe, comunque, la tenuta ermetica del casco stesso, ove soggetto ad una pressione interna positiva ed elevata.
In questi tipi di casco non sono presenti passacavi, ma gli unici connettori presenti, che sono il connettore di ingresso dell’aria e il connettore di uscita dei gas esausti, sono realizzati sul secondo anello rigido.
La disposizione sull’anello rigido di tali fori passanti tuttavia non à ̈ scevra da inconvenienti, tra i quali va annoverato il fatto che essi rappresentano dei punti critici per la connessione a tenuta dei componenti che realizzano il casco.
Uno scopo della presente invenzione à ̈ quello di superare i menzionati inconvenienti della tecnica nota, nell’ambito di una soluzione semplice, razionale e dal costo contenuto.
Tali scopi sono raggiunti dalle caratteristiche dell’invenzione riportate nella rivendicazione indipendente. Le rivendicazioni dipendenti delineano aspetti preferiti e/o particolarmente vantaggiosi dell’invenzione.
<ESPOSIZIONE DELL>’<INVENZIONE>
L’invenzione, particolarmente, rende disponibile un casco per la ventilazione non invasiva di pazienti che comprende:
- un corpo contenitore nel quale à ̈ alloggiabile il capo di un paziente, dotato di almeno una porzione otticamente trasparente e di una estremità aperta a cui à ̈ associato almeno un corpo conformato ad anello rigido; e
- un collare elasticamente cedevole accoppiabile a tenuta al collo del paziente e associato al corpo anulare rigido.
Secondo l’invenzione, il collare comprende almeno un raccordo di connessione atto a connettere l’ambiente esterno e l’ambiente interno al casco.
Grazie a tale soluzione, i cavi, sondini o cateteri sono connessi al paziente in modo sicuro e fisso, inoltre, la tenuta ermetica del casco à ̈ assicurata in qualsiasi configurazione del casco.
In particolare, se il casco à ̈ di tipo apribile i passacavi realizzati nel collare rendono più agevole l’installazione dei cavi, sondini o cateteri al volto del paziente quando questo à ̈ aperto e al contempo non disturbano la connessione tra gli anelli rigidi quando il casco à ̈ chiuso sul capo del paziente.
BREVE DESCRIZIONE DEI DISEGNI
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell’invenzione risulteranno evidenti dalla lettura della descrizione seguente fornita a titolo esemplificativo e non limitativo, con l’ausilio delle figure illustrate nelle tavole allegate.
La figura 1 à ̈ una vista assonometrica in esploso di una prima forma di realizzazione di un casco secondo l’invenzione.
La figura 2 Ã ̈ una vista frontale in esploso del casco di figura 1. La figura 3 Ã ̈ una vista laterale da sinistra del casco di figura 2 in configurazione assemblata.
La figura 4 à ̈ una vista dall’alto del casco di figura 3.
La figura 5 Ã ̈ la vista lungo la traccia di sezione V-V di figura 3. La figura 6 Ã ̈ un ingrandimento del particolare VI di figura 5.
La figura 7 à ̈ una vista assonometrica in esploso di una seconda forma di realizzazione di un casco secondo l’invenzione, parzialmente indossato da un paziente.
<MODO MIGLIORE PER ATTUARE L>’<INVENZIONE>
Con particolare riferimento a tali figure, si à ̈ indicato globalmente con 10 un casco per la ventilazione non invasiva di pazienti in genere.
Il casco 10 comprende un corpo contenitore 20 che, vantaggiosamente à ̈ realizzato da un elemento cilindrico, chiuso ad un’estremità e aperto, in corrispondenza dell’estremità opposta, in materiale otticamente trasparente che, pur essendo flessibile, non risulta dilatabile.
Il corpo contenitore 20 in corrispondenza della sua estremità aperta inferiore à ̈ vantaggiosamente connesso ad un primo anello rigido 21, mediante termosaldatura o altra tecnica di fissaggio che garantisca la tenuta ermetica e stabile tra i due.
Il corpo contenitore 20 à ̈ dotato di un condotto di entrata 22 per l’immissione dell’aria, condotto di uscita 23 dell’aria, nonché di eventuali aperture chiudibili per l’accesso all’interno e così via e di una valvola anti-soffocamento 24, ovvero una valvola bidirezionale che à ̈ in grado di porre in comunicazione l’esterno con l’interno del corpo contenitore 20.
Alcune forme di attuazione del casco possono prevedere che il corpo contenitore 20 sia dotato di aperture chiudibili per mezzo di una cerniera (o altro) per realizzare un ulteriore accesso al paziente.
Il casco 10 comprende, inoltre, un collare 30 che à ̈, vantaggiosamente, realizzato in materiale elasticamente cedevole per essere accoppiato a tenuta al collo del paziente, il quale à ̈ connesso ad un secondo anello rigido 31, ad esempio mediante tecniche di fissaggio che garantiscano la tenuta ermetica tra il collare 30 e il secondo anello rigido 31 stesso.
Il secondo anello rigido 31, che ad esempio à ̈ rivestito con materiale morbido, à ̈ removibilmente associabile a tenuta al primo anello rigido 21 (anch’esso ad esempio rivestito di materiale morbido), come meglio apparirà nel seguito della descrizione.
Il casco 10 comprende mezzi di aggancio a baionetta atti ad agganciare removibilmente tra loro il primo ed il secondo anello rigido, rispettivamente 21 e 31.
I mezzi di aggancio a baionetta comprendono due elementi di aggancio 25 e 32 che sono associati, rispettivamente, al primo anello rigido 21 e al secondo anello rigido 31.
Gli elementi di aggancio, in particolare, comprendono una pluralità di perni 32, ad esempio fissati ad un superficie laterale del primo anello rigido 21, e una rispettiva pluralità di sedi di alloggiamento 25, ad esempio ricavate nel secondo anello rigido 31. In pratica, ciascun perno 32 à ̈ atto ad inserirsi removibilmente in una sede di alloggiamento 25 a seguito di una contenuta rotazione reciproca tra il primo ed il secondo anello rigido rispetto all’asse di reciproco avvicinamento.
Nelle forme di realizzazione mostrate nelle figure, il secondo anello rigido 31 à ̈ atto ad infilarsi sostanzialmente a misura all’interno del primo anello rigido 21, in modo coassiale; i mezzi di aggancio a baionetta comprendono una pluralità di perni 32, che sporgono radialmente dalla superficie laterale esterna del secondo anello rigido 31 e sono tra loro sostanzialmente equidistanti, e una corrispondente pluralità di sedi di alloggiamento 25, ricavate nel primo anello rigido 21 e anch’esse tra loro equidistanti.
Ciascuna sede di alloggiamento 25 à ̈ conformata ad asola allungata (sostanzialmente ad L) che definisce un primo tratto aperto 251, in corrispondenza del bordo inferiore del primo anello rigido 21, atto a permettere l’accesso del perno 32.
Il primo tratto 251 presenta un’inclinazione con direzione prevalente parallela all’asse di reciproco avvicinamento (verticale in figura). Ciascuna sede di alloggiamento comprende anche un secondo tratto 252, consecutivo al primo, il quale à ̈ inclinato con direzione prevalente tangenziale (orizzontale in figura).
Il secondo tratto 252 presenta ampiezza trasversale alla direzione di scorrimento del perno 32 sostanzialmente pari alla larghezza del perno 32, in modo che quest’ultimo possa scorrere sostanzialmente a contatto con le pareti del secondo tratto 252.
Ciascun secondo tratto definisce una porzione di impegno 253 (la parete inferiore del secondo tratto o entrambe le pareti del secondo tratto stesso), ad esempio concava (con concavità rivolta verso l’interno del corpo contenitore 20) o rettilinea, in cui à ̈ alloggiabile stabilmente uno dei perni 32 quando il casco 10 à ̈ in configurazione assemblata, ovvero quando i due anelli rigidi 21 e 31 sono tra loro agganciati stabilmente.
Almeno due perni 33 della pluralità di perni 32, che sono disposti tra loro sostanzialmente diametralmente opposti e sono atti ad essere posti lateralmente al paziente, una volta che il casco 10 à ̈ indossato dal paziente stesso, presentano un'estremità libera conformata per essere impugnata, presentando ad esempio una conformazione ergonomica.
Ai lati della sede di alloggiamento 25 che alloggia tali perni 33 impugnabili sono previsti pioli 26 anch’essi atti ad essere impugnati. L’azionamento in rotazione reciproca dei due anelli rigidi 21 e 31 avviene mediante l’avvicinamento o l’allontanamento reciproco dei perni 33 e dei pioli 26 (in una o l’altra direzione di rotazione) operata tramite l’impiego di sole due dita delle mani dell’operatore. Per completezza descrittiva va aggiunto che il casco 10 à ̈ dotato di una coppia di bretelle 34 (figura 2) che sono di tipo ascellare e che si impegnano con alcuni dei perni 32 (non i perni 33 e atti ad essere posti in posizione frontale e posteriore una volta che il paziente abbia indossato il casco stesso) e che, vantaggiosamente, sono rivestite in materiale morbido antidecubito con trattamento antibatterico; tali bretelle hanno la funzione di evitare l’innalzamento del casco 10 dovuto alla pressione positiva interna allo stesso.
Nella preferita forma di realizzazione mostrata nella figura 2 su quattro dei perni 32 sono infilate rispettive quattro orecchie 340 (di cui in figura si vedono solo le due frontali) dotate di un foro 341 che si inserisce a misura sul perno 32 rimanendo ivi fissato assialmente, in modo che ciascuna orecchia 340 sia girevolmente associata al secondo anello rigido 31 rispetto all’asse radiale del perno 32 a cui à ̈ fissata.
Ciascuna orecchia 340 comprende poi un’asola allungata 342 in cui à ̈ scorrevolmente inseribile l’estremità della bretella 34 per essere ivi fissata, ad esempio mediante piegatura dell’estremità dotata di mezzi di fissaggio del lembo ripiegato, ad esempio del tipo di velcro o altro mezzo idoneo.
Uno tra il primo e il secondo anello rigido, rispettivamente 21 e 31, comprende una sede anulare 27 atta ad alloggiare una guarnizione anulare 28, visibile nel dettaglio sezionato di figura 6.
La sede anulare 27, nella fattispecie, presenta sezione trasversale sostanzialmente ad U, con concavità rivolta lungo l’asse di reciproco avvicinamento, ed à ̈ accessibile assialmente.
Nell’esempio raffigurato, la sede anulare 27 à ̈ ricavata in corrispondenza della superficie laterale interna del primo anello rigido 21 ed à ̈ contornata, da un lato, dalla parete interna del primo anello rigido stesso e, superiormente e dall’altro lato, da un lembo 271 ricavato in pezzo unico con il primo anello rigido 21 e ripiegato ad U sull’anello rigido stesso.
La sede anulare 27, particolarmente, presenta concavità rivolta verso l’esterno del corpo contenitore 20 (verso il basso in figura), in modo che possa essere accessibile per l’inserimento della guarnizione anulare 28 in direzione assiale e dal basso.
La sede anulare 27 à ̈ ricava in prossimità del bordo superiore del primo anello rigido 21, mentre i mezzi di aggancio sono ricavati in prossimità del bordo inferiore del primo e del secondo anello rigido 21 e 31.
La guarnizione anulare 28 Ã ̈ atta ad essere schiacciata, in uso, in direzione assiale tra il fondo 270 della sede anulare 27 e il bordo superiore 35 del secondo anello rigido 31.
In pratica la sede anulare 27, risulta accessibile in direzione assiale dal basso anche dal secondo anello rigido 31, il cui bordo superiore 35 Ã ̈ atto ad andare a contatto - lungo tutto lo sviluppo circonferenziale del bordo superiore stesso - con la superficie esposta della guarnizione anulare 28 e premere la stessa verso il fondo 270 della sede anulare 27.
Tale contatto forzato in direzione assiale tra il bordo superiore 35 e la guarnizione anulare 28 permette il collegamento a tenuta tra il primo ed il secondo anello rigido, rispettivamente 21 e 31, e quindi la tenuta dell’intero casco 10, una volta indossato ed assemblato. La guarnizione anulare 28 presenta almeno uno strato superficiale esposto (opposto a quello a contatto con il fondo 270 della sede anulare 27) realizzato in un materiale presentante basso coefficiente d’attrito radente, ad esempio in una gomma EPDM, poliuretanica o sintetica a celle chiuse o altro tecnicamente equivalente.
In questo modo, il bordo superiore 35 del secondo anello rigido 31, che si inserisce sostanzialmente a misura all’interno della sede anulare 27 a seguito di una traslazione assiale lungo la direzione di reciproco avvicinamento tra il primo e il secondo anello rigido 31, può strisciare senza grossi attriti sulla guarnizione anulare 28 a seguito della contenuta rotazione tra i due anelli rigidi 21 e 31 che ne permette l’aggancio reciproco.
Inoltre, i mezzi di aggancio a baionetta sono configurati in modo da mantenere compressa la guarnizione anulare 28 tra il bordo superiore 35 e il fondo 270 della sede anulare 27 quando il casco à ̈ assemblato. In pratica, il primo tratto 251 di ciascuna sede di alloggiamento 25 presenta una lunghezza tale da permettere a ciascun perno 32 una corsa assiale tale che il bordo superiore 35 possa comprimere leggermente la guarnizione anulare 28 al fine corsa assiale.
Inoltre, la porzione di impegno 253 del secondo tratto 252 di ciascuna sede di alloggiamento 25 (che, ad esempio, può essere leggermente concava, parallela al bordo inferiore del primo anello rigido 21 o saliente rispetto ad esso) à ̈ posta ad una distanza dal bordo inferiore del primo anello rigido 21 tale da mantenere, comunque, un certo schiacciamento della guarnizione anulare 28 anche a seguito della rotazione reciproca (di aggancio) fra i due anelli rigidi 21 e 31.
La tenuta tra il primo e il secondo anello rigido, rispettivamente 21 e 31, Ã ̈ ulteriormente accentuata dal fatto che tali anelli rigidi sono rivestiti, come detto, da un materiale morbido, ad esempio una gomma o altro materiale avente una certa resilienza, tale da essere leggermente compressi contro la guarnizione anulare 28 (nelle rispettive zone di contatto con essa) per azione dei mezzi di aggancio a baionetta.
Particolarmente, in entrambe le forme di realizzazione del casco 10 mostrate nelle figure da 1 a 7, sul collare 30 à ̈ associato almeno un raccordo di connessione 36 atto a connettere l’ambiente esterno con l’ambiente interno al casco 10.
Nelle forme di realizzazione mostrate, particolarmente, sul collare 30 sono realizzati fori passanti (ad esempio in numero di due) a cui sono associati rispettivi raccordi di connessione 36, ad esempio del tipo di passacavi (noti nel settore) o altro raccordo per varie strumentazioni adatte alla terapia del paziente, che connettono l’ambiente esterno con l’ambiente interno al corpo contenitore 20, ad esempio mantenendo a tenuta il casco 10.
Ciascun raccordo di connessione 36 comprende un corpo tubolare 360, ad esempio, saldato o fissato sul collare 30.
Il corpo tubolare 360 à ̈ dotato di una cavità passante che ad esempio può essere chiusa da una membrana forabile e/o da un coperchio 361 fissato al corpo tubolare mediante un lembo 362 di cerniera e atto a chiudere a tenuta il corpo tubolare stesso dall’esterno del collare 30.
In pratica, grazie alla disposizione dei raccordi di connessione 36 realizzati sul collare 30 il primo anello rigido 21 e il secondo anello rigido 31 possono essere privi di qualsiasi passaggio tra l’interno e l’esterno del corpo contenitore 20, nonché di spacchi che potrebbero compromettere la necessaria tenuta ermetica del casco 10, rendendo più agevole e veloce l’assemblaggio del casco 10 e al contempo più sicura e rapida l’apertura dello stesso in condizioni di emergenza e salvaguardando il paziente connesso ai sondini/cateteri. Inoltre, la disposizione dei raccordi di connessione 36 realizzati sul collare 30, essendo sulla parte del casco 10 che - anche quando esso viene aperto in condizione di emergenza (ovvero quando si deve rimuovere il corpo contenitore 20 lasciando il collare 30 infilato sul collo del paziente) – rimane fissa rispetto al paziente, permette che i cavi o sondini in essi infilati possano rimanere sempre stabilmente collegati al paziente.
Alla luce di quanto sopra descritto, il funzionamento del casco 10 Ã ̈ il seguente.
Al fine di sottoporre il paziente ad una terapia di ventilazione non invasiva à ̈ sufficiente che il paziente stesso indossi innanzitutto il collare 30, facendo in modo che esso aderisca al collo.
In questa configurazione il casco 10 Ã ̈ aperto e il capo del paziente risulta accessibile da ogni parte dello stesso.
Inoltre, i cavi, cateteri o sondini che devono raggiungere la bocca o il naso del paziente possono essere facilmente infilati all’interno dei raccordi di connessione 36 e risultare di facile installazione sul volto del paziente in quanto esso risulta ancora scoperto e facilmente accessibile.
Per chiudere il casco 10 à ̈ sufficiente infilare il capo del paziente all’interno del corpo contenitore 20, avvicinando – mediante una traslazione assiale - il primo anello rigido 21 al secondo anello rigido 31.
Una volta allineati i perni 32 del secondo anello rigido 31 ai primi tratti 251 del primo anello rigido 21, azionando ad esempio con pollice e indice di ogni mano i perni 33 e uno dei pioli 26, si procede azionando i due anelli rigidi 21 e 31 in avvicinamento reciproco tramite una contenuta traslazione assiale (che parzialmente sovrappone i due anelli rigidi), in cui i perni 32 scorrono all’interno del primo tratto 251; al termine del primo tratto 251 – tramite l’azionamento in rotazione degli anelli rigidi 21 e 31 secondo una contenuta rotazione reciproca – i perni 32 possono scorrere lungo il secondo tratto 252.
L’aggancio a baionetta, come detto, permette alla guarnizione anulare 28 di essere compressa tra la sede anulare 27 e il bordo superiore 35 del secondo anello rigido 31, in modo che il casco 10 risulti chiuso sostanzialmente a tenuta.
In tale configurazione il casco 10 à ̈ stabilmente chiuso, anche perché tramite il condotto di entrata 22 viene insufflata aria in pressione che genera all’interno del casco stesso una pressione positiva che preme i perni 32 contro la porzione di impegno 253.
Tali mezzi di aggancio a baionetta, inoltre, permettono il tempestivo intervento di apertura del casco 10, in quanto - semplicemente azionando in rotazione con pollice e indice di ogni mano i perni 33 e l’altro piolo della coppia di pioli 26 nel verso opposto a quello che ha causato l’aggancio - i perni 32 percorrono a ritroso il secondo tratto 252 e, una volta imboccato i primo tratto 251, sono liberi di scorrere lungo di esso (ad esempio sotto la spinta della stessa pressione positiva interna al casco), così che il primo anello rigido 21 si sfili dal secondo anello rigido 31 e il corpo contenitore 20 possa essere sfilato dal capo del paziente, lasciando il collare 30, e tutta la strumentazione ad esso associata, in posizione.
L’invenzione così concepita à ̈ suscettibile di numerose modifiche e varianti tutte rientranti nell’ambito del concetto inventivo.
In pratica nelle figure si à ̈ illustrato un casco di tipo apribile, in cui il corpo contenitore 20 à ̈ separabile dal collare 30, non si esclude tuttavia che il casco 10 possa essere di tipo tradizionale, ovvero che il collare 30 sia fissato al corpo di contenimento, ad esempio mediante interposizione di un unico anello rigido, realizzando con esso un corpo sostanzialmente monolitico.
Inoltre tutti i dettagli sono sostituibili da altri elementi tecnicamente equivalenti.
In pratica i materiali impiegati, nonché le forme e le dimensioni contingenti, potranno essere qualsiasi a seconda delle esigenze senza per questo uscire dall’ambito di protezione delle seguenti rivendicazioni.

Claims (8)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Casco (10) per la ventilazione non invasiva di pazienti che comprende: - un corpo contenitore (20) nel quale à ̈ alloggiabile il capo di un paziente, dotato di almeno una porzione otticamente trasparente e di una estremità aperta a cui à ̈ associato almeno un corpo anulare rigido (21,31); - un collare (30) elasticamente cedevole accoppiabile a tenuta al collo del paziente e associato al corpo anulare rigido (21,31), caratterizzato dal fatto che detto collare (30) comprende almeno un raccordo di connessione (36) atto a connettere l’ambiente esterno e l’ambiente interno al casco (10).
  2. 2. Casco (10) secondo la rivendicazione 1, in cui detto corpo anulare rigido comprende un primo anello rigido (21) fissato all’estremità aperta del corpo contenitore (20) e un secondo anello rigido (31) fissato al collare (30), detto primo anello rigido (21) essendo removibilmente associato a tenuta a detto secondo anello rigido (31) mediante mezzi di aggancio a baionetta.
  3. 3. Casco (10) secondo la rivendicazione 2, in cui i mezzi di aggancio a baionetta comprendono due elementi di aggancio (25, 32) associati rispettivamente al primo anello rigido (21) e al secondo anello rigido (31), di cui una pluralità di perni (32) e rispettive sedi di alloggiamento (25) atti a realizzare un aggancio reciproco a seguito di una contenuta rotazione reciproca tra il primo ed il secondo anello rigido (21,31) rispetto all’asse di reciproco avvicinamento.
  4. 4. Casco (10) secondo la rivendicazione 3, in cui ciascuna sede di alloggiamento (25) comprende un’asola allungata definente un primo tratto (251) aperto di accesso inclinato con direzione prevalente parallela all’asse di reciproco avvicinamento e un secondo tratto (252) inclinato con direzione prevalente tangenziale.
  5. 5. Casco (10) secondo la rivendicazione 4, in cui ciascun secondo tratto (252) definisce una porzione di impegno (253) in cui à ̈ alloggiabile stabilmente uno di detti perni (32).
  6. 6. Casco (10) secondo la rivendicazione 2, in cui almeno uno tra il primo (21) e il secondo (31) anello rigido comprende una sede anulare (27) atta ad alloggiare una guarnizione anulare (28), detta sede anulare (27) presentando sezione trasversale sostanzialmente ad U con concavità rivolta lungo l’asse di reciproco avvicinamento ed essendo accessibile assialmente, la guarnizione anulare (28) essendo atta ad essere schiacciata, in uso, in direzione assiale tra il fondo (270) della sede anulare (27) e il bordo superiore (35) dell’altro tra il secondo (31) e il primo (21) anello rigido.
  7. 7. Casco secondo la rivendicazione 6, in cui il secondo anello rigido (31) à ̈ atto ad infilarsi sostanzialmente a misura all’interno del primo anello rigido (21), il bordo superiore (35) del secondo anello rigido (31) essendo atto ad inserirsi all’interno della sede anulare (27) realizzata in corrispondenza della superficie interna del primo anello rigido (21), a seguito della traslazione reciproca di avvicinamento tra il primo anello rigido ed il secondo anello rigido stessi.
  8. 8. Casco (10) secondo la rivendicazione 6 o 8, in cui i mezzi di aggancio a baionetta sono configurati in modo da mantenere schiacciata la guarnizione (28) tra il bordo superiore (35) e il fondo (270) della sede anulare (27) quando il casco (10) Ã ̈ assemblato.
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